Torna stasera su Rai3 alle 21.10, con la 5a stagione in prima visione assoluta, la serie di indagini paranormali Medium, prodotta da Kelsey Grammer (protagonista di Cin Cin, Frasier e quest'anno della sfortunata Hank) e Glenn Gordon Caron (creatore di Moonlightning, Now And Again, Mai dire sì) e interpretata da Patricia Arquette nei panni di Allison Dubois, sensitiva al servizio del Dipartimento di Giustizia della città di Phoenix, Arizona, nonchè moglie innamorata e premurosa madre di tre bambine.Giunta in USA alla sesta stagione, acquisita dalla CBS dopo che la NBC, con l'ennesima scelta editoriale sbagliata, aveva deciso di interromperla dopo la quinta, Medium è la tipica serie procedurale che non sembra risentire affatto del passare degli anni, un po' come il ben più famoso e celebrato House, grazie ad una gestione intelligente del materiale a disposizione, sia umano che narrativo.
Merito senz'altro di un cast affiatatissimo, composto da ottimi professionisti, tra cui oltre alla Arquette, (plurinominata ai Golden Globe e premiata agli Emmy per il suo ruolo) sempre incisiva e appassionata nel ruolo della protagonista Allison, spiccano senz'altro il lavoro di Jake Weber, suo marito (un sant'uomo ... ) e spesso "vittima sacrificale" delle stranezze della donna legate al suo "dono", quello del caratterista di mestiere Miguel Sandoval nel ruolo del suo capo, il procuratore distrettuale Manuel Devalos, e quello del simpatico David Cubitt in quello di Lee Scanlon, detective, collega e amico di Allison, che condivide col marito il "rito" di essere svegliato nel cuore della notte dalle telefonare di lei subito dopo le sue visioni notturne "rivelatorie" per i crimini su cui indagano insieme.
Va dato però soprattutto il merito agli autori della serie per la loro capacità di creare trame sempre nuove e sorprendenti, con scelte stilistiche anche originali, soprattutto per quanto riguarda le "visioni" notturne di Allison, ma anche per la fantasia delle soluzioni narrative e la varietà delle trame , che spaziano tra racconti degni del miglior romanzo giallo, a storie fantastiche-horror di possessioni e di spiriti che tornano dall'aldilà, fino a giungere a thriller con protagonisti efferati serial-killer.
Infatti quel che più spinge gli spettatori a continuare seguire Medium è proprio l'imprevedibilità degli sviluppi e delle scelte degli sceneggiatori, che invece di adagiarsi su un percorso di routine fatto di visione-omicidio-scoperta dell'assassino, si inventano sempre nuovi stratagemmi narrativi: si va dagli episodi in cui Allison è letteralmente posseduta dall'anima di un defunto, a quelli in cui è cieca come la persona che deve ritrovare, in cui vive episodi del suo passato che hanno ripercussioni sul presente, o si ritrova a vivere realtà parallele in cui non è sposata e non ha figli.
Basti pensare alla trama del secondo episodio in onda stasera, Il morto vivente, in originale Things to Do in Phoenix When You're Dead, (che cita il film del 1995 con Andy Garcia e Christopher Walken, Things to do in Denver when you'rea dead) in cui Allison scopre una coppia di ricattatori, un dottore ed un'infermiera, che usano un sistema piuttosto "particolare" per trovare le proprie vittime, che comporta la morte temporanea di uno dei due.
Ad alleggerire la trama principale contribuiscono quasi sempre le storie "interne" della famiglia Dubois, con marito e moglie alle prese con i problemi familiari, propri e delle tre figlie, Ariel, Bridget e Marie, complicate dal fatto che nel corso della serie hanno cominciato anch'esse a sviluppare le stesse doti della mamma, con conseguenze a volte comiche a volte drammatiche.







