Da stasera su CULT alle 21.00, tornano i pubblicitari della Sterling And Cooper, per la terza stagione di quella che è a buona ragione considerata la miglior serie drammatica in circolazione, ovvero Mad Men, premiata per due anni consecutivi sia ai Golden Globe che agli Emmy Awards, e confermata per una quarta stagione dopo il successo riscosso in USA.
Un successo ampiamente meritato, ottenuto sia grazie ad una ricostruzione storica curata mania calmente fin nei minimi dettagli, per quanto riguarda abiti, acconciature e arredamento d'epoca, sia grazie alla capacità degli autori di riprodurre l'atmosfera dell'epoca in maniera cinica e politicamente scorretta, mostrandoci ad un tempo lo spietato ambiente di lavoro dei pubblicitari newyorchesi e la vita privata di coloro che vi lavorano: il tutto sullo sfondo dei profondi cambiamenti della società americana in un periodo cruciale come quello degli anni '60, caratterizzati dalla lotta per i diritti civili degli afro-americani, dagli sforzi per l'emancipazione delle donne, e costellato da avvenimenti traumatici come la tragica morte di JFK, l'inizio della guerra nel Vietnam e l'assassinio di Martin Luther King.
Merito di Matthew Weiner, creatore della serie, già coautore de I Soprano, che episodio dopo episodio riesce a creare personaggi estremamente credibili ed umani nei loro sentimenti e nelle loro debolezze, capaci di evolvere nel tempo e di adattarsi alle situazioni, con sceneggiature di rara finezza e rigore, dove non c'è mai una virgola fuori posto.
Personaggi come il protagonista Don Draper, interpretato da un Jon Hamm capace di trasmettere emozioni con una semplice espressione del viso: un personaggio che durante la stagione andrà incontro a svolte cruciali sia all'interno della famiglia che nel lavoro, e che dovrà finalmente fare i conti con il suo oscuro passato.
O come sua moglie Betty Draper, (interpretata da January Jones, ormai co-protagonista della serie, al punto da rubare spesso la scena al "marito" Jon Hamm) sempre più alla scoperta di se stessa e sempre meno disposta a recitare il ruolo di moglie succube e di madre devota in cui si era auto-relegata , e ormai pronta a trasformare le "irrequietudini" mostrate nella seconda stagione in un qualcosa di più concreto, fino a giungere ad una decisione radicale nell'emozionante finale di stagione
Grandi cambiamenti in vista anche alla Sterling and Cooper: l'acquisto da parte degli inglesi avrà non poche ripercussioni tra i soci, e Don ancora una volta dovrà fare un passo importante, mentre si troverà a gestire un cliente molto particolare come Conrad Hilton, il fondatore della celeberrima catena di hotel
Sempre al centro dell'attenzione anche le due donne della Sterling & Cooper, Joan e Peggy: e se da un lato la bella Joan (una splendida e bravissima Christine Hendricks) avrà di che pentirsi della sua decisione di rinunciare ad un lavoro, dov'era una sorta di ape regina, per dedicarsi anima e corpo al maritino, che si rivelerà un partito non tanto vantaggioso, dall'altro Peggy (Elizabeth Moss, perfetta nell'esprimere tutta la sua rabbia trattenuta) completerà il suo percorso di emancipazione di donna in carriera, fino ad arrivare a riuscire a tener testa al mentore Don e guadagnarsi il suo completo rispetto.







