Finalmente una serie che si avvicina di molto alla grande serialità americana: stiamo parlando di Intelligence, la serie supercostosa prodotta dalla Taodue (appena terminata) con Raoul Bova e Dino Abbrescia, oltre che ad altri grandi attori. Una fiction ispirata vagamente all'azione e suspance dei vari 007, una storia affascinante e intrigante, ricca di misteri e d'attualità; l'unico anello mancante che ha fatto perdere la fiction negli ascolti è stata la mancanza di una storia d'amore, privilegiando l'azione e una trama complessa e complicata, era difficile capire senza particolare attenzione la linea gialla della fiction. Per la prima volta in Italia, inoltre, è stato fatto un crossover con la fiction Ris (sono intervenuti per qualche minuto Flaherty, Dighero e Troiano).
L'esperimento poteva durare di più, speriamo che questo sia fatto in futuro, magari per risollevare Distretto di Polizia. Pietro Valsecchi, comunque insoddisfatto del trattamento di Mediaset che l'ha messo contro grandi fiction Rai, ha dichiarato di non voler produrre una seconda serie in Italia (magari all'estero sì); è chiaro che non vuole spendere un capitale se poi il prodotto non ottiene i risultati sperati. Bisogna, forse, notare che il pubblico italiano, a differenza di quello straniero (specialmente americano), non è ancora pronto per una serie solo di azione che attrae principalmente il pubblico maschile, è evidente che un pizzico d'amore va inserito anche in queste serie, del resto nella vita reale l'amore esiste pure per i poliziotti e per i soldati e per i servizi segreti. Peccato, sarebbe piaciuta a molti vedere una seconda serie di Intelligence, ma siamo certi che Valsecchi ci proporrà in futuro qualcos'altro di sperimentale e bello come questa serie. Ora l'esigenza principale è di rinnovare Distretto, magari facendo uno spin-off o un crossover.