L'ingresso di un lussuoso palazzo di Manhattan, la porta di un ascensore che si apre, una donna con addosso solo un impermeabile e ricoperta di sangue ne esce e si aggira per strada in stato confusionale, finché non viene arrestata dalla polizia.Questo il misterioso e sconvolgente inizio della prima stagione di Damages, legal thriller andato in onda per la prima volta l'anno scorso sul canale satellitare AXN (che ora ne sta trasmettendo la seconda stagione), e che da stasera è in prima tv per le reti in chiaro su Canale 5, alle 23.30, con un doppio appuntamento.
Una trama avvincente, un sapiente uso dei flashback e una struttura a svelamento progressivo porterà lo spettatore a scoprire, al termine dei 12 episodi della stagione, il mistero che coinvolge tutti i personaggi coinvolti da vicino nella vicenda: Ellen Parsons, giovane neo-laureata in legge, Patty Hewes, spietato avvocato di successo che la assume nel suo studio, David Connor, fidanzato di Ellen trovato ucciso nel suo appartamento (è suo il sangue di cui è coperta la ragazza), la sorella di lui e Arthur Frobisher, cinico uomo d'affari accusato di insider trading e di frode ai danni dei dipendenti, dei quali la Hewes ha assunto la difesa in una class action contro il magnate.
Un cast al massimo della forma, a cominciare da Glenn Close che per il ruolo di Patty Hewes ha conquistato un meritatissimo Golden Globe, proseguendo con Rose Byrne, stupefacente nei panni di Ellen Parson per come sa tener testa ad un mostro sacro come la Close: quando le due sono in scena è uno spettacolo nello spettacolo.
Completano il quadro un impressionante e convincente Ted Danson in un ruolo serio dopo le tante sit-com per cui è noto al grande pubblico, prima fra tutte Cin Cin, qui invece freddo e spietato nel ruolo di Frobisher, nonché Zeliko Ivanek, grande caratterista anch'esso premiato con il Golden Globe come miglior attore non protagonista, nel non facile ruolo di Ray Fiske, l'avvocato di Frobisher che combatte da pari a pari con la Hewes, doppiamente coinvolto nell'intricata vicenda, sia a livello professionale che a livello personale.
Una delle serie meglio realizzate, scritte, sceneggiate e recitate dell'anno scorso, che avrebbe certamente meritato una collocazione in prima serata e in un periodo dell'anno migliore, ma che ancora una volta purtroppo viene penalizzata da una programmazione a dir poco scandalosa, a tarda ora e per di più a due episodi alla volta.
Si svuota così la serie di gran parte della suspense derivante dalla costruzione della trama, strutturata appositamente per sfruttare l'attesa dell'episodio successivo come elemento per tener sempre viva l'attenzione dello spettatore.







