Essendo questo il 2° ed ultimo editoriale dellanno, è giunto il tempo
di fare qualche bilancio per lanno 2005 nel mondo delle serie tv. E
stato senza dubbio lanno di Desperate Housewives e Lost, le due
serie targate ABC che hanno spopolato in fatto di audience e premi
vari. E che si sono, già dalle prime stagioni guadagnate letichetta di
cult. Ed è indicativo che a farlo siano state due serie particolari e
bizzarre come quelle firmate da Cherry e Abrams, dalla trama
intricatissima e spiazzante e che raccontano la realtà di questi anni
in modi, luno grotteschi, laltro quasi fantasy, che nulla hanno del
conservatorismo e della conciliazione tipica della serialità tv
classica.Questo è un punto a favore del pubblico americano, che sa scegliersi il proprio intrattenimento senza scordarsi il cervello, e del sistema tv americano, che ormai funziona ad un regime cosi alto da potersi permettere prodotti che narrativamente e visivamente danno la paga a quasi tutto il cinema industriale a stelle e strisce.

Se il baluardo C.S.I. resta quasi inaffondabile, con gli altri della corazzata Bruckheimer (i due spin-off, Senza traccia e Cold case), cosi come i magnifici esemplari di Law & order, tutti nellambito della serialità quasi classica (ma di quale livello!), le sperimentazioni sono ormai allordine del giorno nellambito dei telefilm: partendo dai due capifila suddetti, miscele esplosive di comedy e thriller luno, di horror, mistery e avventura laltro, il mèlange di generi e atmosfere è sempre più presenti nella narrativa tv americana, ma soprattutto è cresciuto e sta definitivamente maturando un concetto di racconto tv maturo, sofisticato, appagante e culturalmente molto valido, al contrario del cinema che ripiega sulla ormai vetusta meraviglia (presunta) delle cosiddette americanate.
Se 24 ormai è proverbiale, Scrubs, Ti presento i miei (Arrested development), Prison break, Carnivale, Deadwood, Nip/tuck e altri dimostrano che il racconto tv non è un prodotto industriale buono per accalappiare il pubblico e anestetizzarlo sulla poltrona cosicché non cambia canale, ma unopera culturale, se non proprio artistica, con una sua dignità, consapevole ormai delle proprie possibilità, sia nelle narrazioni complesse, spiazzanti, articolate, sia nelle storie appassionanti e stimolanti, sia soprattutto nelle regie nervose, moderne, frenetiche, dove ormai non conta più solo il cosa sinquadra, ma essenzialmente il come (e come scritto nelle pagelle, basta un episodio di West wing per accorgersene).
Da un punto di vista di tendenze, oltre al seguito dellonda scientifica aperta da C.S.I. e proseguita con meno freschezza da altri (Criminal minds, Bones), ed il già citato risorgere delle serie mediche, va notata unattenzione sempre maggiore alla politica, con i nuovi Commander in chief e E-Ring, ed un ritorno abbastanza massiccio alle atmosfere soprannaturali, col piccolo gioiello Supernatural, Ghost whisperer e il già noto e debuttante anche in Italia Medium.
Per quanto riguarda lItalia, lanno partito con le migliori promesse, si è rivelato invece abbastanza altalenante, sia per gli ascolti, sempre incerti, anche per colossi come Desperate housewives e che continuano a premiare solo Italia 1 (i vari C.S.I., Dr.House, anche lesordio di Greys anatomy, le splendide seconde serate), sia per il livello delle nostre produzioni, stabilitesi per decreto tra medio e mediocre (tanto il pubblico apprezza lo stesso), che per uscire dal tunnel cercano di imitare, quasi invano, modelli esteri, come nel discreto Distretto di polizia, nel fallito Cuore contro cuore e in un R.I.S. da rivalutare, nonostante levidente derivazione da C.S.I.
Già da gennaio arriveranno molte sorprese e novità: aspettiamo quindi lanno nuovo, per poterle giudicare.
Emanuele J.Liman Rauco.







