Serie prodotta dal 2001, attualmente in produzione la 5^ stagione. Creata e prodotta da Robert Cochran e Joel Surnow, trasmessa in America dalla Fox e in Italia da Rete4, ogni domenica alle 21,00. La trama segue le imprese di Jack Bauer, agente dellAntiterrorismo, impegnato in missioni pericolose ed adrenaliniche: ogni stagione segue le 24 ore di una giornata del nostro eroe in 24 episodi in tempo reale da unora. Nella prima stagione deve sventare un attentato al candidato senatore David Palmer, nella seconda impedire una minaccia nucleare su Los Angeles, nella terza (attualmente in onda su Rete4) impedire il diffondersi di un virus letale. La serie ha rivoluzionato e ridisegnato il concetto di suspense televisiva, perché ha introdotto un escamotage che finora solo in pochi avevano tentato, quello del tempo reale, dellazione come se fosse in diretta, degli eventi che si srotolano sotto i nostri occhi come se fossero seguiti da una troupe televisiva in un reportage di guerra. Estremizzando i dettami registici di serie seminali come N.Y.P.D., 24 esalta la macchina a mano e le inquadrature sporche, mai centrate, per raccontare una storia che si sviluppa live and direct e che segue 3 o 4 linee narrative insieme, grazie alluso, per una volta coerente e non formalistico, dello split screen, cioè dellinquadratura divisa in più parti.
Queste ardite e sperimentali scelte di regia, che fanno il paio con un montaggio serrato degno del miglior action hollywoodiano, non sono solo uno specchietto per attirare spettatori stanchi delle solite serie, ma servono ad un racconto tra i più potenti che la tv, non solo recente ricordi. Il team di sceneggiatori, che ha cominciato a scrivere la serie a fine 2000, ha odorato laria dei tempi, ha percepito il malessere che permeava gli Stati Uniti prima dell11 settembre e ne ha tirato fuori un racconto di grandissima complessità psicologica e politica, che riflette in modo sottile sui pericoli e le contraddizioni delle strategie americane sia in politica interna sia in quella estera: se nella 1^ stagione ci si limitava ad allusioni e dettagli la 2^ stagione è esemplare, con una minaccia islamica figlia della guerra nel Golfo che diventa pericolo interno di speculatori e petrolieri; la 3^ finora (dopo i primi 9 episodi) è tornata, come nella 1^ stagione a concentrarsi sulla narrazione dura e pura, non mancando qualche velenoso dettaglio politico.
Ma anche del punto di vista del racconto e del semplice intrattenimento, 24 abbatte quasi tutte le barriere esistenti, dando un nuovo significato alla parola suspence, rinnovando addirittura la percezione del tempo e dello spazio tv dello spettatore, che si ritrova in un intreccio travolgente e tambureggiante, quasi spasmodico nella miscela di tensione ed azione che non rispetta mai i canoni televisivi di tempi forti e tempi rilassati, trascinato in una dimensione di ansia costante ed esaltante, come il cinema popolare americano non sa più fare.
Senza contare che il cast è di livello altissimo (il big bad della 1^ stagione era niente meno che Dennis Hopper), capeggiato da un Kiefer Sutherland strepitoso, mai stato cosi bravo, che disegna con Jack un anti-eroe sofferto e fiero, tormentato eppure ostinato, mai eroe sempre uomo (per chi scrive è il più bel personaggio della storia della tv).
24 si pone come punto di partenza imprescindibile nella riflessione sulle nuove forme della serialità tv e del loro rapporto col cinema; a tuttora è la più grande serie del 21° sec.
Emanuele j.liman Rauco







