Più di una volta si è sentito parlare, nelle strade, nelle aule parlamentari, fra i politici o proprio in tv, della proposta di legare l'imposta sul possesso di apparecchi televisivi (impropriamente chiamata Canone Rai) alla bolletta dell'energia elettrica, in modo tale che non vi possa essere più evasione, attualmente molto presente (circa il 30% dei privati ed il 90% degli esercizi commerciali non paga il canone) e che sta minando, oltre che la credibilità della riscossione dell'imposta, anche le già sanguinanti casse dell'azienda pubblica, che ha oltre 100 milioni di euro di debito, causato anche dalla cattiva gestione economica.Certamente, in questo periodo nero per l'Italia può sembrare quasi ridicolo parlare di imposte televisive, ma è sempre più necessario capire, anche in questo campo, che se tutti pagano si paga di meno e si hanno molti più servizi, ed anche in questo fronte va combattuta l'evasione fiscale. Le conseguenze del buco di bilancio sono diventate evidenti con la futura cancellazione del 90° Minuto e la soppressione immediata della testata Rai International (che ha portato alla morte di Yes Italia e allo spostamento dei programmi storici di Rai Italia sotto altre testate Rai), oltre ad altri danni che saranno visibili solo in futuro.
Certamente alle volte l'informazione Rai è carente e/o manipolata (come spesso le direzioni del Tg1 hanno dimostrato), ma non è un motivo valido per evadere un'imposta obbligatoria per legge e necessaria a finanziare i programmi culturali e di servizio della Rai (ad esempio, l'Isola dei Famosi o Ballando con le stelle non sono finanziati con il canone, ma solo dalla pubblicità, mentre molti programmi di Rai 5 e l'intera emittente Rai Sender Bozen sono finanziati dal canone). Bisogna iniziare ad instillare nella mentalità italiana il dovere di pagare le tasse, anche quelle che non piacciono, altrimenti la mentalità dell'evasione sarà sempre imperante, e ci ritroveremo ancora nella situazione attuale.
Ad oggi, quindi, l'inclusione obbligatoria dell'imposta per il possesso di apparecchi televisivi nella bolletta dell'energia elettrica sembra la soluzione più sensata, in quanto finalmente si abbatterà di colpo l'evasione imperante attraverso il pagamento all'interno di una bolletta che certamente non si può evitare; ciò, però, dovrà essere accompagnato dal ritorno della registrazione obbligatoria degli apparecchi televisivi venduti e dei loro compratori, ma anche di tutti gli abbonamenti a servizi televisivi a pagamento e dei loro intestatari, in modo tale da evitare possibili furbetti che dichiarano di non avere la televisione ma che invece ce l'hanno eccome. L'unica altra alternativa è l'assorbimento dell'imposta nella fiscalità generale, con la fine del tormentone di ogni gennaio, ma con l'unico svantaggio che pagherebbe anche chi non possiede il televisore (ad oggi però chi non ha la tv è davvero una percentuale esigua).
Rocco Gullì







