Come ogni anno, nei periodi gennaio - febbraio, la Rai ci fa venire il mal di testa a furia di ricordarci, in tutti i suoi canali, che bisogna pagare il canone, che per quest'anno è stato di 110,50 euro.Bene, a parte gli illegittimi richiami effettuati dal broadcaster di Stato (basti ricordare che quello che è chiamato canone Rai è un'imposta per il possesso di apparecchi atti o adattabili alla ricezione di canali televisivi, e quindi si invita al pagamento chiamandolo in nome erroneo e traendo in inganno il contributore), c'è anche da notare l'ennesimo aumento: quest'anno è aumentata l'imposta di un euro e cinquanta centesimi. Ma davvero vi era bisogno dell'ennesimo aumento?
Forse sì, forse no: se da un lato vi è stato un aumento dei costi e la Rai ha chiesto allo Stato ben 300 milioni di euro in più, ottenendone 30 direttamente tramite il canone ed il resto tramite la fiscalità generale, dall'altro c'è da contare la mole di sprechi che stanno in seno alla struttura pubblica, che andrebbe fortemente riformata per poterne contenere i costi e quindi trovare magari anche risorse per poter avviare nuovi progetti.
Pensiamo innanzitutto al personale: probabilmente il suo numero è eccessivo rispetto alle esigenze, e spesso è addirittura sovrapagato, e quindi non sarebbe male diminuire questo spreco producendo programmi nuovi appositamente per i canali digitali o bloccando le assunzioni per poter sfruttare tutto il personale a disposizione.
Da notare anche il dedalo di strutture interne alla Rai: spesso una struttura esiste solo per uno, massimo 2 canali, e quindi sarebbe opportuno ridurre, e di molto, le strutture presenti, sopprimendo quelle accorpabili ed effettuando inoltre la dolorosa ma necessaria scelta di avere un'unica redazione giornalistica invece delle 5 attuali (Tg1, Tg2, Tg3, TgR, Rai News), magari facendo eleggere il direttore della testata attraverso un'elezione fra i dipendenti con mandato biennale in luogo delle scelte governative.
Un'ultima riforma importante da fare sarebbe, infine, accorpare, dove possibile, i canali, ma questo va fatto solo nei casi più estremi: ad esempio, 2 Rai Sport ad oggi sono ridondanti, visto che il secondo trasmette quasi sempre repliche così come Rai YoYo e Rai Gulp, che potrebbero essere accorpati in un solo canale. Altra voce di possibile spreco sono le webtv tematiche sul sito Rai.tv, completamente inutili visto il servizio di Video on Demand offerto.
Potremo sperare l'anno prossimo nel mancato aumento del canone?
Rocco Gullì







