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Il Governo del Regno Unito ha seriamente intenzione di ridurre il canone tv; e da noi?

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BBC_LogoQuello che da noi sembra sempre più un'assurda utopia nel Regno Unito potrebbe diventare realtà: si potrebbe ridurre l'importo del canone radiotelevisivo!
A Luglio (dopo l'insediamento del nuovo governo Tories + Lib-Dem) Jeremy Hunt, neo-ministro della Cultura, ha accusato l'ente pubblico britannico di sprecare troppi soldi dei contribuenti, ed ha annunciato che l'anno prossimo, in occasione dell'agiornamento dell'accordo fra Stato e BBC sulla definizione degli accordi relativi al servizio pubblico, farà moltissime presioni affinché il canone venga ridotto da £ 145,5 (circa € 166) annue a £ 109 (circa € 124) annue: ciò comporterà un risparmio notevole per i contributori britannici, ma rischia di portare nella BBC una spirale che può portare a molti tagli (difatti, si prospetta la chiusura già da ora di 2 radio e diversi programmi televisivi), a meno che qualcuno non s'abbassi, e di molto, lo stipendio...


Mentre i britannici non ritengono eccessivi gli stipendi dei conduttori dei programmi (a differenza che in Italia, dove il contratto di Antonella Clerici da € 1.800.000 annui ha scatenato un putiferio in Internet), si scagliano invece contro gli stipendi dei dirigenti (che costano in totale £ 4.700.000 annui e ben 85 dirigenti guadagnano più di £142.000 annue, stipendio del Primo Ministro), dove la loro diminuzione potrebbe anche salvare parecchi programmi o canali BBC, oltre che l'onorabilità di uno degli enti televisivi pubblici più blasonati nel mondo.

E in Italia? Il CdA Rai non ha lo stipendio reso pubblico, il canone non è deciso dal Governo ma direttamente dalla Rai, il ché ha portato ogni anno all'aumento della cifra da pagare (ad oggi € 109, minore di quello BBC di € 57), e ciò genera molto scontento nella popolazione italiana (il canone Rai è la tassazione più odiata in Italia, e molti ne chiedono l'abrogazione da anni); il canone Rai è più basso di quello della BBC, ma porta ad avere 15 canali di cui solo 1 sicuramente senza pubblicità (Rai Storia) contro i 6 canali della BBC nessuno con pubblicità, e ad avere un'offerta molto spesso basata sulla riproposizione delle teche o l'importazione di format e poche produzioni proprie davvero al 100% fatte in Rai (mentre la BBC produce talmente tanti programmi propri da poter vendere programmi o interi canali a mezzo mondo); oltretutto, mentre la Rai è completamente sotto il controllo politico (mentre più di un referendum ha sancito che deve essere iniziato il processo di privatizzazione dell'ente), la BBC è sotto il controllo di una fondazione indipendente, che garantisce l'equidistanza politica e nessuna ingerenza.

Dunque, ad oggi è inutile sperare, a mio parere: mentre nel Regno Unito si potrebbe pagare di meno per la tv (e lì pagano tutti), da noi sicuramente il canone aumenterà (e c'è chi non pagherà e chi ci mangerà con i soldi del canone) e le speranze diminuiranno.
La Rai prenda esempio dalla BBC per guadagnare ancora più autorevolezza, soprattutto in campo internazionale.

Rocco Gullì


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