Negli Stati Uniti le pay tv via cavo hanno iniziato a comprendere ciò che le pay tv satellitari avevano compreso diverso tempo fa: i canali multietnici rendono molto, specie se rivolti al mercato ispanico, la minoranza più vasta del Paese; di ciò se ne è reso conto anche il videpresidente dell'acquisto dei programmi della Comcast, uno degli operatori via cavo più importanti degli USA, ammettendo la plateale sconfitta, e ripromettendosi però di recuperare il tempo perduto.Difatti, AlternaTv ha annunciato e fatto partire, ad Aprile 2009, 3 canali nel pacchetto ispanico di Comcast disponibile a Chicago, sperando che alla fine ciò possa portare in qualche modo ad un aumento dei sottoscrittori di etnia ispanica, e le prossime mosse saranno l'aggiunta di altri 60 canali popolari fra la popolazione ispanica e l'aggiunta di circa 125 servizi on demand.
Mosse similari però sono state fatte anche da broadcaster concorrenti, come Time Warner Cable, che punta alle comunità ispanofone della costa orientale, e Cablevision Systems, che punta ad un intero pacchetto di canali in spagnolo da offrire. Anche Cox Communication ha aumentato l'offerta di canali in spagnolo, offrendo un pacchetto aggiuntivo a 29 dollari mensili, contro i 50 chiesti in precedenza per soli 8 canali.
In ogni caso, non è sul prezzo che si basa la strategia degli operatori via cavo, dato che essi stessi dichiarano apertamente di puntare sulla qualità e non sul prezzo dei pacchetti, oltre che su servizi aggiuntivi, come la connessione ad Internet ed il telefono digitale.
Nonostante ciò, comunque, a Nogales, in Arizona (popolazione ispanofona pari al 90% dei residenti), l'operatore Mediacom ha aggiunto canali in spagnolo senza alcun sovrapprezzo.
Questo è un indicatore di come la seconda lingua (seppur non ufficiale) degli Stati Uniti sia lo spagnolo, e ciò cambierà molto i rapporti con i Paesi ispanofoni, nel medio termine.
Rocco Gullì







