****In principio era un superuomo, malamente vestito di rosso e blu, che annunciava col suo mantello larrivo di un modo del tutto immaginifico di intendere la narrazione: da lì, dal Superman di Siegel e Shyster, il mondo forse è cambiato. Perché ha aperto le porte alla descrizione di un cosmo fatto di diversi e disadattati che, pur dotati di possibilità infinite, devono lottare più di tutti, per adempiere al loro dovere. Che è quello di salvare il mondo.
Dalla carta stampata alla televisione, passando per il cinema, con lesplosione della tecnologia digitale i supereroi sono diventati dei baluardi della cultura popolare a cavallo tra i millenni: ma proprio per la loro originaria natura seriale sembrano aver trovato il loro luogo delezione in tv: e a diventare la nuova pietra angolare teorica, narrativa e filmica del filone ci ha pensato questa nuova serie targata NBC, rete di solito conservatrice e tradizionale.
Creata, scritta e prodotta da Tim Kring, già noto per Crossing Jordan, con laiuto di Allan Arkush e Jeph Loeb, e diretta tra gli altri da John Badham (La febbre del sabato sera, Minuti contati), una serie ovviamente fumettistica ma venata da forti dose di fantascienza e thriller catastrofico che racconta una storia allapparenza già nota, basti pensare agli X-Men o alla Lega della Giustizia, ma spogliandola di tutti i cliché dei superori, cercando di togliere al mondo dei comics, anche televisivi (ad esempio i buoni risultati di Smallville), quellaria adolescenziale per proiettarla in un mondo adulto, fatto di drammi umani, di problemi quotidiani, di rapporti sbagliati e dolenti, di lavori insoddisfacenti e dipendenze mortali, in cui latmosfera cupa e apocalittica viene pian piano a sovrapporsi, come a sostituire le miserie di una vita in cui la diversità è un problema, come a scoprire una parte di sé e del mondo che può portare alla fine.
I veri atout del progetto sono la narrazione e la struttura: Kring mette su un enorme puzzle corale, semina personaggi, storie ed indizi letteralmente in giro per il mondo (il personaggio più spassoso è il giapponese Hiro che può forzare lo spazio-tempo) e poi comincia a tessere con calcolata lentezza la tela che li riunirà tutti, giocando con la percezione e lattenzione dello spettatore ed il virtuosismo degli sceneggiatori, messo alla prova non solo dai salti nel tempo, ma anche dallalternanza insistita e tesissima di privato e pubblico, di racconti personali e progetto globale, di storyline e mitologia della serie, riuscendo a catturare lo spettatore più smaliziato con lintelligenza e la furbizia con cui tutto è calcolato.
Una serie avvincente ed intrigante che, a giudicare dai primi quattro episodi, merita lattenzione e la fortuna che sta ricevendo in America e che se ancora non ha il respiro e la forza per andare al di là del racconto, estendendosi oltre i propri confini e guardando al mondo, riesce comunque a dimostrarsi grande prodotto dintrattenimento pensante, capace di tratteggiare personaggi di una certa intensità, e con essi una società abbastanza curiosa (la cheerleader Claire, invincibile ma con pulsioni autodistruttive, il pittore Isaac che dipinge il futuro solo se drogato, la spogliarellista bipolare che diventa una bestia feroce cadendo come in trans) fatta di derelitti che cercano consensi e serenità, e di servire regie intelligenti e ben congegnate che rendono il senso di una suspense a tratti incessante. In cui il Continua, è sempre in agguato.
IN ONDA LA DOMENICA ALLE 20,30 SU ITALIA 1
Emanuele Rauco







