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Quando si parla di serie televisive, la mente vola subito agli Stati
Uniti o allInghiliterra, con qualche piacevole eccezione. Ma mai o
quasi mai arriva fino in Oriente, se non si parla di prodotti
danimazione: anche in questo ci pensa Mtv a sdoganare questo lato inesplorato della cultura nipponica, proponendoci in prima assoluta una serie tv live action.
Anche se non molto distante dal mondo manga, e dopo aver fatto di questi uno dei prodotti portanti, questa serie chiamata Garo, dal nome della protagonista, va in onda il martedì alle 21,30: ma a conti fatti potevano anche risparmiarcela.
In un presente dominato da malefiche forze del Male, chiamato Gli Orrori, un cavaliere dorato arriva dalla dimensione mistica per stanarli ed eliminarli; accanto a lui, Garo, unaspirante pittrice dalla particolare sensibilità.
Quando si parla di serie televisive, la mente vola subito agli Stati
Uniti o allInghiliterra, con qualche piacevole eccezione. Ma mai o
quasi mai arriva fino in Oriente, se non si parla di prodotti
danimazione: anche in questo ci pensa Mtv a sdoganare questo lato inesplorato della cultura nipponica, proponendoci in prima assoluta una serie tv live action.Anche se non molto distante dal mondo manga, e dopo aver fatto di questi uno dei prodotti portanti, questa serie chiamata Garo, dal nome della protagonista, va in onda il martedì alle 21,30: ma a conti fatti potevano anche risparmiarcela.
In un presente dominato da malefiche forze del Male, chiamato Gli Orrori, un cavaliere dorato arriva dalla dimensione mistica per stanarli ed eliminarli; accanto a lui, Garo, unaspirante pittrice dalla particolare sensibilità.
Creata da Keita Amemiya, che ne è anche il regista, la serie è il
classico prodotto fantasy, tra magici supereroi e leggende popolari,
pieno di combattimenti ed effetti digitali, che strizzano gli occhi ai
miti degli anni 70 (che andrebbero un po ridimensionati), giocando
consapevolmente con quellaria di culto, ma che a quellepoca sono
rimasti, per qualità narrativa e di messa in scena.
Tradendo lambizioni e mortificando le potenzialità del genere, che potrebbe dire cose profonde se non mortificati in 30 minuti, la serie ripercorre senza fantasia, talento o spirito tutti i clichès, la ripetitività e la staticità di molti manga e relativi anime giocando su strutture reiterate che se da un lato portano allaffezione dello spettatore, dallaltro risultano longeve solo se dotate di una vitalità che permetta loro di rinnovarsi continuamente (come 007, o le migliori serie classiche).
Cosa che in questo prodotto manca completamente, anzi, essenzialmente manca la struttura, mancano le situazioni e i personaggi, cè un solo evento, un classico duello magico, che conosciamo dallinizio (e ne conosciamo anche lìepilogo), ci si gira intorno per mezzora senza costrutto ed un volta risolto lo spettatore resta a stomaco vuoto: sicuramente ci sarà qualche patito che si esalterà per questa bufala (chiamiamo le cose col loro nome).
Ma francamente non sappiamo cosa ci sia da esaltarsi: non per i pessimi effetti speciali, né per la regia al livello del dilettantismo di serie B, né per le storie ed i dialoghi così raffazzonati, senza contare limprobabilità degli attori. I combattimenti possono dare qualche sprazzo di vita, ma poca, e comunque non abbastanza per farci resistere alla tentazione di spegnere il televisore e dormire. O di cambiare canale, magari per vedere qualche serie di ben altra fattura.
Emanuele Rauco
Tradendo lambizioni e mortificando le potenzialità del genere, che potrebbe dire cose profonde se non mortificati in 30 minuti, la serie ripercorre senza fantasia, talento o spirito tutti i clichès, la ripetitività e la staticità di molti manga e relativi anime giocando su strutture reiterate che se da un lato portano allaffezione dello spettatore, dallaltro risultano longeve solo se dotate di una vitalità che permetta loro di rinnovarsi continuamente (come 007, o le migliori serie classiche).
Cosa che in questo prodotto manca completamente, anzi, essenzialmente manca la struttura, mancano le situazioni e i personaggi, cè un solo evento, un classico duello magico, che conosciamo dallinizio (e ne conosciamo anche lìepilogo), ci si gira intorno per mezzora senza costrutto ed un volta risolto lo spettatore resta a stomaco vuoto: sicuramente ci sarà qualche patito che si esalterà per questa bufala (chiamiamo le cose col loro nome).
Ma francamente non sappiamo cosa ci sia da esaltarsi: non per i pessimi effetti speciali, né per la regia al livello del dilettantismo di serie B, né per le storie ed i dialoghi così raffazzonati, senza contare limprobabilità degli attori. I combattimenti possono dare qualche sprazzo di vita, ma poca, e comunque non abbastanza per farci resistere alla tentazione di spegnere il televisore e dormire. O di cambiare canale, magari per vedere qualche serie di ben altra fattura.
Emanuele Rauco







