**** Ancora una volta si è qui a parlare di sitcom. Che non esistono più,
almeno nel senso classico del termine: cioè pubblico in studio, riprese
in video, 4 telecamere a riprendere la stessa scena con una messa
inscena tra tv in diretta e teatro filmato. Sono state sostituite da
vere e proprie serie comiche, pensate, scritte e realizzate come vere e
proprie serie, con tecniche di linguaggio più cinematografiche,
comicità + elaborata, intrecci fatti non solo di situazioni, ed una
notevole voglia di sperimentazione.
Ad illustri esempi come Scrubs, My name is Earl e The office, ora si aggiunge una nuova esilarante serie targata ABC che mischia la commedia al thriller di rapina.
Infatti la serie racconta di una sgangherata banda (I Cavalieri DellAbbondanza) capitanata da Francis, inserviente depresso, che ha un folle piano: rapinare il lussuoso appartamento di Mick Jagger. Ma dovranno fare i conti, oltre che con le misure di sicurezza, anche con la loro incapacità.
Ad illustri esempi come Scrubs, My name is Earl e The office, ora si aggiunge una nuova esilarante serie targata ABC che mischia la commedia al thriller di rapina.
Infatti la serie racconta di una sgangherata banda (I Cavalieri DellAbbondanza) capitanata da Francis, inserviente depresso, che ha un folle piano: rapinare il lussuoso appartamento di Mick Jagger. Ma dovranno fare i conti, oltre che con le misure di sicurezza, anche con la loro incapacità.
Creata e scritta da Jon Beckerman e Rob Burnett (autori e produttori
del David Letterman Show), e diretta da Don Scardino, unirresistibile
caper-comedy (caper, in gergo, indica i film di rapina) lunga 12
puntate (ma non ci sarà una seconda stagione), che arriva in Italia
grazie al nuovo canale Sky show, il giovedì alle ore 21 (con
repliche annesse), e che rappresenta uno dei più arditi ibridi tra
dramma, o meglio thriller, e comicità, soprattutto grazie ad una
concezione completamente diversa della narrazione in una commedia.
Come raramente successo in una sitcom che evidentemente sitcom non è la narrazione si sviluppa quasi del tutto in modo orizzontale, puntando ai legami tra episodio ed episodio piuttosto che alla trama della puntata singola, creando un effetto di suspense interessante ina un serie fatta per far ridere. Il fattore situation non è escluso, visto che in ogni episodio la banda (composto dal suddetto inserviente, da un ciccione molto cool, da un indiano scortese, da un nerd incapace e da una bellissima portoricana) si trova a dover affrontare un diverso problema nella messa in atto del piano.
Ma è così ben costruito, e così sapientemente diretto, da amalgamare il tutto con grazia e ritmo invidiabile, oltre a rappresentare un ottimo esempio di come il livello della narrazione televisiva sia clamorosamente salito, soprattutto in un genere del tutto televisivo (e quindi più consumistico) come la situation comedy.
Senza scordare il punto principale: fa maledettamente ridere, con quellhumour surreale e diretto, quellamalgama tra attori che sanno dettare senza mai gli stereotipi della comicità familiare. Ovvie lodi al cast, capitanato da Lenny Venito, in cui spicca, labnorme stazza di Kevin Michael Richards (che canta anche la deliziosa sigla) e la sensualità di Sofia Vergara.
Emanuele Rauco
Come raramente successo in una sitcom che evidentemente sitcom non è la narrazione si sviluppa quasi del tutto in modo orizzontale, puntando ai legami tra episodio ed episodio piuttosto che alla trama della puntata singola, creando un effetto di suspense interessante ina un serie fatta per far ridere. Il fattore situation non è escluso, visto che in ogni episodio la banda (composto dal suddetto inserviente, da un ciccione molto cool, da un indiano scortese, da un nerd incapace e da una bellissima portoricana) si trova a dover affrontare un diverso problema nella messa in atto del piano.
Ma è così ben costruito, e così sapientemente diretto, da amalgamare il tutto con grazia e ritmo invidiabile, oltre a rappresentare un ottimo esempio di come il livello della narrazione televisiva sia clamorosamente salito, soprattutto in un genere del tutto televisivo (e quindi più consumistico) come la situation comedy.
Senza scordare il punto principale: fa maledettamente ridere, con quellhumour surreale e diretto, quellamalgama tra attori che sanno dettare senza mai gli stereotipi della comicità familiare. Ovvie lodi al cast, capitanato da Lenny Venito, in cui spicca, labnorme stazza di Kevin Michael Richards (che canta anche la deliziosa sigla) e la sensualità di Sofia Vergara.
Emanuele Rauco







