VOTO: *** 1/2 (SU *****)Dopo anni di bellezze, di attricette da sfilata, o di tipi magari
inusuali ma sempre contraddistinti da una certa sensuale
fascinazione, è finalmente arrivata lora della rivincita di chi alla
bellezza ed al look non ha mai dedicato manco un secondo, di chi della
moda se ne è sempre, allegramente fregata. Dalla Colombia (dovè nata
la telenovela Betty la fea), in giro per il mondo, approdando al trionfo americano, Betty la brutta è finalmente giunta in Italia.
Grazie ad Italia 1, che la trasmette il venerdì alle 21, Betty Suarez sta cercando di conquistare il pubblico nostrano, dopo i premi ed i successi doltre oceano, con questa serie moderna, sospesa tra la commedia grottesca e surreale ed il noir da soap-opera che è una delle tendenze di un certo tipo di serialità americana, quella dedicata soprattutto al pubblico femminile.
La trama ricorda quella de Il diavolo veste Prada: Betty, apprendista giornalista, entra nella redazione di unimportante rivista di moda, solamente per impedire al neo-direttore di portarsi a letto la segretaria. Ma visto che i loro posti sono assediati dai diabolici Marc e Wilhelmina, dovranno fare fronte comune, specie perché lintrigo è molto più profondo di ciò che sembra.
Grazie ad Italia 1, che la trasmette il venerdì alle 21, Betty Suarez sta cercando di conquistare il pubblico nostrano, dopo i premi ed i successi doltre oceano, con questa serie moderna, sospesa tra la commedia grottesca e surreale ed il noir da soap-opera che è una delle tendenze di un certo tipo di serialità americana, quella dedicata soprattutto al pubblico femminile.
La trama ricorda quella de Il diavolo veste Prada: Betty, apprendista giornalista, entra nella redazione di unimportante rivista di moda, solamente per impedire al neo-direttore di portarsi a letto la segretaria. Ma visto che i loro posti sono assediati dai diabolici Marc e Wilhelmina, dovranno fare fronte comune, specie perché lintrigo è molto più profondo di ciò che sembra.
Versione riveduta, corretta e migliorata della succitata telenovela
sudamericana, scritta da Silvio Horta e Fernando Gaitàn e diretta da
James Hayman, è una commedia grottesca e nera, ma anche molto vitale e
solare, che prima che della moda, o dellapparire, è un vero e proprio
ritratto affettuoso ed ironico di una minoranza intera, di un popolo e
di una cultura, di quel Sud America che negli States è minoranza per
modo di dire, e che ormai ha un suo vocabolario ed un suo bacino ben
preciso.
Sugli stereotipi ed ai difetti dei latinos (geniale la telenovela che guarda Ignacio, interpretata dalla stessa Hayek), Salma Hayek ed Horta (produttori) hanno costruito questa serie che si ibrida invece con il settore bianco, borghese e snob per eccellenza, lalta moda in cui si muovono due personaggi di inetti, incompetenti ed inadeguati (Betty ed il suo capo, Daniel, figlio degenere dellazionista di maggioranza), che dovranno scalare le montagne ed i fossi costruiti da due vere iene, ma anche ovvio, i personaggi più gustosi della serie, Wilhelmina promessa direttrice tradita dal presidente ed il suo assistente Marc, sorridente fontana di veleno ed instancabile leccapiedi della superiore.
Se il pilota sfiora ripetutamente il plagio del citato film con Meryl Streep, tanto da diluire il divertimento, già il 2° episodio è più fluido, frizzante, vivace, apprezzabile, ed anche la trama sempre affetta da un certo schematismo con sprazzi di dejà-vu risulta decisamente più godibile. Il vero asso nella manica degli sceneggiatori è la trama noir, con morti non morti, assassini forse innocenti, intrighi e sottotrame come piovesse, che garantiscono che il pubblico resti incollato alla poltrona.
Ad apprezzare, soprattutto, la prova di un cast coi fiocchi, dove alla buffa America Ferrera (premiata col Golden Globe come la serie) si affiancano Eric Mabius, Alan Dale, Michael Urie, e soprattutto una terribile Vanessa Williams, venefica come non mai: insieme danno spessore ad una serie che, se darà più spazio alle trovati cattive (come il coniglietto seviziato), e meno alle banalizzazioni dellintreccio, saprà conquistarsi spazi notevoli daffetto ed apprezzamento
Emanuele Rauco
Sugli stereotipi ed ai difetti dei latinos (geniale la telenovela che guarda Ignacio, interpretata dalla stessa Hayek), Salma Hayek ed Horta (produttori) hanno costruito questa serie che si ibrida invece con il settore bianco, borghese e snob per eccellenza, lalta moda in cui si muovono due personaggi di inetti, incompetenti ed inadeguati (Betty ed il suo capo, Daniel, figlio degenere dellazionista di maggioranza), che dovranno scalare le montagne ed i fossi costruiti da due vere iene, ma anche ovvio, i personaggi più gustosi della serie, Wilhelmina promessa direttrice tradita dal presidente ed il suo assistente Marc, sorridente fontana di veleno ed instancabile leccapiedi della superiore.
Se il pilota sfiora ripetutamente il plagio del citato film con Meryl Streep, tanto da diluire il divertimento, già il 2° episodio è più fluido, frizzante, vivace, apprezzabile, ed anche la trama sempre affetta da un certo schematismo con sprazzi di dejà-vu risulta decisamente più godibile. Il vero asso nella manica degli sceneggiatori è la trama noir, con morti non morti, assassini forse innocenti, intrighi e sottotrame come piovesse, che garantiscono che il pubblico resti incollato alla poltrona.
Ad apprezzare, soprattutto, la prova di un cast coi fiocchi, dove alla buffa America Ferrera (premiata col Golden Globe come la serie) si affiancano Eric Mabius, Alan Dale, Michael Urie, e soprattutto una terribile Vanessa Williams, venefica come non mai: insieme danno spessore ad una serie che, se darà più spazio alle trovati cattive (come il coniglietto seviziato), e meno alle banalizzazioni dellintreccio, saprà conquistarsi spazi notevoli daffetto ed apprezzamento
Emanuele Rauco







