Sarà per un evidente retaggio produttivo, sarà per la rete che in America la programma (CBS), ma vien da dire: piccoli Grissom crescono. E cugini di "C.S.I." proliferano.Sia perchè il criminologo di comportamenti criminali Jason Gideon è una specie di Gil, più complesso e tormentato e molto meno ironico; sia perchè questa serie, ideata da Jeff Davis all'esordio nella produzione, continua a mescolare l'indagine poliziesca con quella scientifica, stavolta psicologica, o meglio psichiatrica. E a quanto sembra dai primi episodi andati in onda (il venerdì, alle 21, su Rai 2)con buoni risultati.
Plot di rara linearità: un gruppo di criminologi dell'unità analisi comportamentale indagano su casi che riguardano serial killer e turbe psichiche (piromani, ad esempio). Alla loro guida, il suddetto Gideon, genio dell'introspezione ma dal passato burrascoso che non esita a farsi sentire. Su questo si innestano riflessioni, indagini, trovate che servono a mettere in luce la psiche umana, a scandagliarne le profondità abissali.
Senza raggiungere la complessità visiva-narrativa della serie di Bruckheimer, "Criminal minds" se ne distacca comunque perchè tralascia in buona parte il lato tecnico-razionale, fatto di dna, cellule e fibre, per estremizzare in chiave scientifica-analitica il giallo alla Simenon, in cui il vero crimine, la vera scena del crimine, è nell'animo dell'indagato, nel cuore degli uomini; e sebbene Maigret conosce solo istintivamente la pratica della psicoanalisi, è evidente che la serie cerca di andare al fondo del tema, così come "C.S.I" va a fondo della chimica e della fisica.
E così diventano funzionali- se non proprio schematici -i personaggi che il team compongono: oltre a Gideon, il tenente Hotchner, testa di ponte con la polizia, Derek Morgan, lo psichiatra del gruppo, Elle Greenaway, l'esperta di crimini sessuali, e il dr.Spencer Reid (dottore, perchè la faccia da bimbo non gli garantirebbe rispetto), l'enciclopedia interattiva del team. Nulla di nuovo nella definizione dei loro caratteri e ruoli, ma decisamenti utili nel cercare di restituire allo spettatore la vastità della mente umana.
Ed è questa la parte più riuscita della serie (che in America sta per varare la sua seconda stagione), quello di ricomporre con puntiglio, scrupolo, intelligenza e mirabile senso della suspense (ottimo il secondo episodio, Compulsion), equilibrando a puntino il thriller d'azione col giallo, anche a costo di qualche superficialità, specie nella chiusura delle storie. Forse è qui il limite, troppo equilibrato, alla ricerca del grande pubblico, e meno radicale di quanto potrebbe essere; però gli intrecci ed il cast fanno il loro dovere, e se il personaggio e la prova del protagonista- Mandy Patikin -sfiora più di una volta la maniera, gli altri attori invece convincono, specie Gibson, in cerca di nuova immagine dopo "Dharma & Greg", ed il giovane Matthew Gary Glauber.
Intrettenimento piacevole, intelligente, avvincente, ma con ancora qualche riserva da farsi perdonare.
Emanuele Rauco
E così diventano funzionali- se non proprio schematici -i personaggi che il team compongono: oltre a Gideon, il tenente Hotchner, testa di ponte con la polizia, Derek Morgan, lo psichiatra del gruppo, Elle Greenaway, l'esperta di crimini sessuali, e il dr.Spencer Reid (dottore, perchè la faccia da bimbo non gli garantirebbe rispetto), l'enciclopedia interattiva del team. Nulla di nuovo nella definizione dei loro caratteri e ruoli, ma decisamenti utili nel cercare di restituire allo spettatore la vastità della mente umana.
Ed è questa la parte più riuscita della serie (che in America sta per varare la sua seconda stagione), quello di ricomporre con puntiglio, scrupolo, intelligenza e mirabile senso della suspense (ottimo il secondo episodio, Compulsion), equilibrando a puntino il thriller d'azione col giallo, anche a costo di qualche superficialità, specie nella chiusura delle storie. Forse è qui il limite, troppo equilibrato, alla ricerca del grande pubblico, e meno radicale di quanto potrebbe essere; però gli intrecci ed il cast fanno il loro dovere, e se il personaggio e la prova del protagonista- Mandy Patikin -sfiora più di una volta la maniera, gli altri attori invece convincono, specie Gibson, in cerca di nuova immagine dopo "Dharma & Greg", ed il giovane Matthew Gary Glauber.
Intrettenimento piacevole, intelligente, avvincente, ma con ancora qualche riserva da farsi perdonare.
Emanuele Rauco







