Lestate è ormai alle spalle e settembre porta con sé linizio di una
nuova stagione televisiva. Si parte con il rinnovo dei palinsesti, la
guerra degli ascolti, la controprogrammazione
E anche questanno
catodico sarà segnato dalla presenza massiccia di reality, genere che
ha ormai invaso le reti e soppiantato altri generi come il varietà e i
film (quasi scomparsi, fatta qualche rara eccezione, dai palinsesti
2006/2007). Ovviamente è riconfermata la corazzata de Lisola dei
famosi, condotta su Raidue per la quarta volta da Simona Ventura (ma se
non ci fosse una conduttrice forte, sarebbe arrivato fin qui?); la
seconda rete torna anche alle origini proponendo un reality con
completi sconosciuti: è Wild West con la conduzione di Alba Parietti. Altre novità (ma non troppo) saranno su Canale5 Reality Circus, un
baraccone che non poteva che essere condotto da Barbara DUrso, e su
Italia1 La pupa e il secchione, versione italiana di Beauty and the
Geek presentata da Federica Panicucci. Inoltre tornerà tutta la
trafila sempre uguale a se stessa delle trasmissioni della De Filippi
(discorso a parte per Unan1mous, vero esperimento televisivo
). Cè
allora veramente da disperarsi e prendersela, come fan tutti, con gli
odiosi reality? No, almeno se si possiede la parabola poiché,
ancora una volta, le novità più interessanti provengono dalla
satellitare Sky: due dei reality più intriganti della stagione sono
proprio Luomo per me (Play It Straight) su Fox Life e Theres
Something About Miriam su Sky Vivo. Nel primo una ragazza dovrà
scegliere tra una ventina di corteggiatori, però facendo particolare
attenzione a non scegliere uno dei gay che compongono più della metà
dei contendenti; nellaltro la situazione è un po invertita, cè
sempre la ragazza corteggiata da vari pretendenti, ma sono questultimi
ad essere ignari del fatto che lavvenente corteggiata sia in realtà un
travestito.
In conclusione ci si rende conto che i reality propongono delle situazioni (il naufragio su unisola, lisolamento in un bunker, il corteggiamento di aitanti gay ecc.) che difficilmente potrebbero proporsi nella vita reale. Bisogna rendersi conto che non si può generalizzare bollando di volgarità ogni trasmissione definita reality: ogni genere ha le sue eccezioni, i suoi fallimenti e le sue curiosità. Solo bisogna capire una volta per tutte che la realtà e tutta unaltra cosa.
Paolo Armelli
In conclusione ci si rende conto che i reality propongono delle situazioni (il naufragio su unisola, lisolamento in un bunker, il corteggiamento di aitanti gay ecc.) che difficilmente potrebbero proporsi nella vita reale. Bisogna rendersi conto che non si può generalizzare bollando di volgarità ogni trasmissione definita reality: ogni genere ha le sue eccezioni, i suoi fallimenti e le sue curiosità. Solo bisogna capire una volta per tutte che la realtà e tutta unaltra cosa.
Paolo Armelli







