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Ally McBeal

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Ally McBealIdeata e prodotta da David E.Kelley, la migliore commedia televisiva di sempre è un geniale incrocio tra la commedia sentimentale e brillante di cui gli statunitensi sono quasi gli inventori (le screwball degli anni '30), il dramma legale ed un homur visionario e surreale che praticamente dal pilota diventa la cifra stilistica della serie.
La storia di Ally McBeal, una giovane ed affascinante avvocatessa che nel nuovo studio in cui lavora, ritroverà Billy, l'amore della sua giovinezza, e Georgia, la di lui moglie, è un modo sorprendente, a tratti grottesco, per raccontare la nuova parabola delle donne indipendenti, professioniste degli anni '90, che come Mary Tyler Moore negli anni '70, devono affrontarele nevrosi del mondo contemporaneo e i loro casini sentimentali.

5 stagioni (dal '97 al 2002), 112 episodi, per tracciare un affresco stralunato, effervescente, ma anche attaccato alla realtà sociale di una classe (quasi di una casta), gli avvocati, ritratta più che nel lavoro lavoro (come lo strepitoso "The Practice", dello stesso Kelley), nel loro rapporto con se stessi e gli altri, nelle loro idiosincrasie e debolezze, nel fascino e nell'avidità, facendo del personaggio di Ally uno specchio fedele e deformante della condizione moderna della donna borghese: in carriera, come negli anni '80, ma non per sete  denaro e/o potere, m per la voglia d'indipendenza, per convincer(si) che gli uomini non hanno più il dominio, che l'unico posto che a loro compete è nel cuore e nel letto, non in ufficio, dove non sanno più comandare. L'ex sesso debole ha imparato ad usare tutte le armi a propria disposizione per ottenere ciò che vuole; ma poi, smessi i panni delle pasionarie e delle femmes fatales, si trovano di fronte a loro stesse, ai loro sentimenti in sentore di aridità, alle loro nevrosi imperanti, alle loro identità imperfette.
Il vero tema portante della serie è lo scavo dell'essere femminile, la domanda su chi è la donna, cosa rappresenta oggi, se è l'amazzone dalla gonna corta e la vitalità sfacciata o la ragazza che più scopre la propria autonomia più ha bisogno di quell'affetto che l'uomo fatica a dare; Kelley, gran produttore e maestro televisivo, prende la sua esperienza di avvocato e uomo del legal drama (oltre al citato "The Practice, anche "L.A.Law"), la fonde con la sua passione per il bizzarro ed il surreale ("La famiglia Brock") e ne cava un gioiello di sperimentazione linguistica, in cui la protagonista parla al pubblico e si crea un esilarante mondo parallelo allucinato, dove i processi sono pretesti psicologici, l'Io si sfoga nel bisogno di musica, il lato sentimentale si tinge di mélo, soap o tragicommedia.
Regie di gran ritmo ed inventiva, sceneggiature (quasi tutte di Kelley) fatte di dialoghi folgoranti e personaggi toccanti, un gruppo di eccellenti commedianti, capeggiati da Calista Flockhart, Peter MacNicol e Lucy Liu. Sigla e musiche di Vonda Shepard.

Emanuele Rauco

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