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Buona fine e buon principio

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.Avevamo chiuso il 2005 con un bilancio (piuttosto positivo) dell'annata seriale appena trascorsa; quindi non si può non cominciare il 2006 con le prime ventate di novità e ritorni, conclusioni e promesse del 2006, da poco iniziato e che sembra già nel vivo.
NOVITA': la prima e più attesa novità ci porta nella più importante città americana e dal più potente produttore americano. Andiamo a New York, da Jerry Bruckheimer, per l'atteso secondo spin-off delle indagini della squadra scientifica, vale a dire "C.S.I.-New York"(Italia 1). La serie, già in partenza, colpisce per la differenza di toni e ambientazioni: dark, cupa, a tratti disperata e claustrofobica, tutta giocata su toni monocromi e luoghi sotterranei (come l'obitorio ricavato da una cripta gotica): è un rischio, visto l'accattivante resa visiva delle due precedenti serie, ma le storie sono di grande forza, degne dei polizieschi di Poe, attori e personaggi sembrano davvero azzeccati (bravissimo Gary Sinise e interessante Melina Kanakaredes) ed il fascino visivo pongono la serie un gradino sopra la versione Miami.

Spostandoci in Arizona (e su Rai 3), altra piacevole sorpresa ci arriva da "Medium", thriller paranormale creato e prodotto dal grande Gelnn Gordon Caron ("Moonlighting"), che racconta di una medium realmente esistita che mentre aiuta le autorità nel risolvere omicidi e simili cerca anche di condurre la propria vita: è qui la carta vincente della serie, la qualità realistica delle sceneggiature, il tono sommesso e simpatico del racconto, la struttura che ingloba l'intreccio nell'analisi dei personaggi. Il plot non è nuovo, anzi, ma il tono è inusuale e convincente, e Patricia Araquette è proprio una signora attrice.
Ma ci sono anche le note dolenti, come quelle che suona "Life as we know it" (Mtv), ennesima serie adolescenziale di amori e finti problemi che mentre scimmiotta "Dawson's creek" si dimentica che servirebbero anche delle idee di sceneggiatura (l'unica, quella del dialogo con lo spettatore è usata malissimo) e degli attori decenti: chissà perchè l'hanno sospeso in USA?
RITORNI: per restare a casa nostra, si segnala il ritorno di "R.I.S" (Canale 5), alla sua seconda stagione, che prosegue nel difficile tentativo di seguire la scia dei vari C.S.I e di dare un pò di vitalità alla produzione seriale italiana. La regia e soprattutto l'interpretazione non è sempre all'altezza, ma le sceneggiature sono interessanti, più che discrete, ed il ritmo non è affatto male.
Di tutt'altro livello è il ritorno di "Nip/tuck" (Italia 1), alla sua terza stagione, che prosegue nella sua spietata analisi sulla nostra società e suelle sue perverse contraddizioni, affrontando anche temi come gli orrori familiari e le devianze sessuali, alla caccia del famigerato "macellaio". Le regie sono di livello sublime, gli attori spesso perfetti e le sceneggiature, tra tocchi kitsch e profondità, colpiscono sempre nel segno.
Altro gradito ritorno, sempre su Italia 1, è quello di "The O.C.", una serie metà adulta e metà adolescenziale, che più che tediare lo spettatore con i mille drammi dell'età, lo diverte con scoppiettanti legami affettivi da soap ed una dose di (auto)ironia che riporta tutto nella giusta ottica. E poi, un personaggio come Seth Coen, lo abbiamo sempre sognato.
CONCLUSIONI: quattro settimane e chi s'è visto s'è visto. "Grey's anatomy" (Italia 1), alla sua prima mini-stagione, in un mesetto ha gettato le basi per il suo ritorno e per un possibile gran successo, che finora è stato più che altro di gradimento che di numeri. E la serie è accattivante, scritta e diretta con grande professionismo e abilità, mixata in modo eccellente per non dispiacere a nessuno: ma il tono è fin troppo roseo, gli escamotage da teen drama convincono poco e non tutti gli attori o i personaggi funzionano. Però c'è chi giura che la serie è in crescita e in fin dei conti è piacevole.
Invece, per la serie che a gennaio si è conclusa su Rete 4, non si possono non usare superlativi: "24" è semplicemente la più grande serie del 21° secolo, e questa terza stagione si è rivelata folgorante come la 1^ (anche se per profondità e spessore socio-politico, la 2^ è di poco migliore), con un fuoco di fila di colpi di scena e situazioni al cardiopalma la cui costruzione meriterebbe la nomina al premio Nobel. La regia gioca di ritmo e tensione, suspense e indagine psicologica, come neanche ad Hollywood sanno più fare, ed il cast è meritevole di tutti gli applausi del mondo. Il finale di stagione non è nient'altro che un capolavoro.
PROMESSE: l'anno, o almeno la prima metà, promette di essere ricca come non mai, specialmente in casa Rai. Tra fine febbraio e la primavera arriveranno "Lost" (la serie del momento), "Cold case" 2^ stagione, "4400" (fantascienza prodotta da Coppola), "Numb3rs" (matematico risolve casi grazie ai numeri, prodotto dai fratelli Scott), "N.C.I.S." 2^ stagione e perfino l'attesissimo "Roma", co-prodotto con la HBO e di cui si dicono meraviglie.
In casa Mediaset, però, non si dorme e, insieme ai già previsti "Dr.House" 2^ stagione, "Una mamma per amica" 6^ stagione (finalmente in 1^ serata), "Law & order: special victims unit/criminal intent" (5^ e 4^ stagione), sono attesissimi i casi seriali del momento: "Prison break", mix tra "Oz" e "24", e "Veronica Mars", giallo adolescenziale paragonato ad un "Buffy" senza mostri.
Anche La 7 sembra sorprenderci, con l'arrivo della 2^ stagione di "The l-word" e il sospirato "Deadwood". Per non parlare del travolgente "Coupling", la cui 4^ stagione approderà su Mtv.
Ne abbiamo di che attendere e godere....speriamo nel minor numero di delusioni possibile.

Emanuele "J.Liman" Rauco

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