In vista del 25 luglio, data di scadenza delle concessioni tv analogiche per le emittenti locali, che potranno chiederne la proroga purché trasmettano - dalla stessa data - con almeno un impianto digitale, il ministero delle Comunicazioni emani al più presto norme regolamentari che disciplinino le modalità di presentazione delle domande e chiariscano i tempi minimi di programmazione dei contenuti digitali:
è la richiesta dell'Aeranti-Corallo. "Quello del 25 luglio - sottolinea in una nota Marco Rossignoli, coordinatore di Aeranti-Corallo - è, per il settore dell'emittenza televisiva locale, un passaggio delicatissimo, in quanto per tutte le imprese televisive locali che non dispongono di canali ridondanti l'obbligo di trasmettere con almeno un impianto digitale potrebbe generare gravissimi contraccolpi sul piano commerciale derivanti dal ridimensionamento della copertura in analogico (o addirittura, azzeramento, per coloro che dispongono di un solo impianto analogico), in un contesto in cui i tempi presumibili per lo switch-off appaiono molto lontani e, comunque, molto diversi dalla data del 31 dicembre 2006 stabilita dalla legge 66/2001, con la conseguenza che chi cessasse l'attività in analogico non avrebbe nemmeno concrete opportunità alternative di conquistare audience nel contesto digitale. E' infatti notizia di questi giorni - continua Rossignoli - che anche in ambito europeo si stia ipotizzando lo switch-off al 31 dicembre 2012". Per Aeranti-Corallo, "é quindi evidente l'esigenza che la trasmissione di contenuti digitali effettuata con almeno un impianto a decorrere dal 25 luglio 2005 debba essere limitata ad alcune ore della giornata e possa eventualmente avvenire anche attraverso un impianto di altra emittente". Rossignoli ricorda di aver proposto al ministero "di prevedere un tempo minimo di programmazione digitale di ventiquattro ore settimanali (circa 3,5 ore al giorno), in linea con le disposizioni del regolamento sul digitale terrestre dell'Agcom. Auspichiamo ora che il ministro Landolfi recepisca al più presto, con un provvedimento ministeriale, tale proposta" altrimenti "le imprese televisive locali non avrebbero la possibilità di organizzare in tempo utile gli adempimenti previsti per il 25 luglio e l'unica ipotesi percorribile, per evitare conseguenze negative alle imprese, sarebbe quella di un decreto legge di differimento di tale scadenza".







