Il Governo nipponico, a Maggio, ha pressato il Governo filippino ad adottare lo standard di trasmissione digitale mobile giapponese in luogo del DVB-H e del DVB-T, usato dalle altre nazioni sud-est asiatiche; la pressione viene dai Ministri dell'Interno e degli Affari Esteri del Giappone, che adducono che lo standard ISDB non venga usato negli altri Paesi solo ed esclusivamente a causa della scarsa conoscenza dello stesso.
Non vengono risparmiate critiche, con l'accusa di non aver promosso bene l'informazione sugli standard nipponici mentre gli europei proponevano i loro, lasciando quindi un gap informativo a tutto danno degli standard giapponesi.
Mentre pare che le discussioni continuino, però, le decisioni sono state prese già nel 2007, quando si è deciso, nella riunione dell'Associazione degli Stati del Sud-Est Asiatico, di usare per le trasmissioni digitali lo standard DVB-T. Riuscirà il Giappone a tirare a sé le Filippine, trovando quindi uno sbocco ad un settore di mercato chiuso (che se aperto potrebbe parzialmente togliere dalla recessione il Giappone) oppure il DVB-T rimarrà saldo al suo posto?
Rocco Gullì







