Nelle ore notturne del giorno 16 Giugno 2009 in Lazio, esclusa la provincia di Viterbo ed alcune città della provincia romana, come Civitavecchia, avverrà la prima fase della digitalizzazione dell'etere: così come accaduto in Piemonte Occidentale, Rai Due e Rete 4 cesseranno le trasmissioni in analogico nella regione, rimanendo disponibili solo in digitale terrestre (rimangono invariate la ricezione satellitare, IPTV ed in streaming, ultima possibilità valida solo per Rai Due). Gli utenti che volessero continuare a ricevere nella sua integrità la programmazione dei canali e non volessero aspettare il varo di Tivù Sat, dovranno dotarsi di ricevitori digitali terrestri, comprando quelli presenti nei negozi oppure acquistando un televisore nuovo, provvisto per legge del ricevitore digitale terrestre, integrato nel televisore stesso.Il tutto a Roma è stato preceduto dai Mediaset Days, feste dove vengono coinvolte le più note personalità dell'azienda di Cologno Monzese ed anche da numerose polemiche legate alla mancata erogazione di contributi alle famiglie meno abbienti per l'acquisto di ricevitori digitali terrestri non interattivi, favorendo solo quelli che permettono l'accesso alle tv a pagamento, cosa per cui ha protestato perfino l'Adiconsum.
E fra tante polemiche ed anche la richiesta del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, di posticipare la digitalizzazione, per permettere alla popolazione di essere meglio preparata all'evento (proposta ovviamente rifiutata da Paolo Romani, reggente del dicastero delle Comunicazioni), si va avanti verso il 16 Giugno, pronti a vedere la capitale senza due tv analogiche. In ogni caso, a differenza di quanto affermato da tutte le tv italiane, Roma non è la prima capitale europea a digitalizzarsi: Berlino è ormai totalmente digitale da anni.
Rocco Gullì







