La Rai in questo periodo si ritrova spesso fra l'incudine ed il martello, a causa delle scelte che dovrà fare in merito ai nuovi media digitali che costituiranno le sue piattaforme future (DT, satellite, IPTV, Internet) ed anche alla ricerca che è parte del suo servizio pubblico (come la tv mobile trasmessa da satellite o il telecomando a comandi vocali).Le notizie di rilevo più marcato sono però legate alla sua permanenza di programmi e canali su SKY e alla nascita di un ricevitore unico per DT ed IPTV, e mentre la seconda notizia rischia anche di passare inosservata, giacché sono relativamente pochi gli italiani che usano l'IPTV, la prima è d'importanza capitale, giacché potrebbe significare la morte dei canali RaiSat e la possibilità di vedere i palinsesti Rai nella sua interezza via satellite solo attraverso TivùSat, la nuova piattaforma che dovrebbe nascere entro il 2009 e permetterà la visione di tutti i canali in chiaro del digitale terrestre attraverso la televisione satellitare.
Infatti c'è un conflitto in corso fra la Rai e SKY, in quanto quest'ultima ha chiesto (senza successo) che la Rai fornisse Rai 4 per la sua piattaforma (attualmente via satellite è presente solo come segnale di servizio), e questo ha portato addirittura al blocco dei pagamenti a RaiSat, la società che produce 5 canali in onda esclusivamente su SKY, inasprendo una situazione già tesa di suo. La nuova piattaforma Tivù Sat, così, rischia d'essere la pietra tombale dell'unica società Rai in attivo, giacché la Rai potrebbe non rinnovare né il contratto per RaiSat né quello per permettere la visione dei programmi criptati di Rai 1, Rai 2 e Rai 3 agli abbonati SKY; per fortuna, però, l'ipotesi è da prendere con le pinze, giacché la situazione economica della Rai è buia, e quindi il direttore generale Mauro Masi potrebbe prendere anche la decisione di non sentire le sirene di Mediaset e continuare a fornire i programmi alla paytv di Rupert Murdoch, con buona pace della lotta che si vorrebbe fare fra tv in chiaro e tv a pagamento.
Per quanto riguarda il ricevitore unico IPTV/DT, esso potrebbe invece favorire l'uso di Internet via televisore, ma soprattutto rendere le webtv e le webradio a portata di telecomando, aprendo così attraverso un cavo telefonico una vera e propria finestra sul mondo, anche delle nazioni più sperdute e remote; essendo però studiato in collaborazione con Telecom Italia, il rischio concreto è che esso sia disponibile solo sotto offerta Alice, ipotesi molto frustante che spero non s'avveri o perlomeno accada solo per un periodo limitato di 1 o 2 anni.
E nel frattempo, Rai.tv si consolida ed offre quasi tutti i canali, mentre s'attendono Rai 4 e Rai Gulp, annunciati per fine Aprile e non ancora arrivati.
Rocco Gullì







