Anche il Giappone, come hanno fatto diversi Stati nel mondo, è pronto a finanziare l'acquisto da parte della popolazione dei ricevitori digitali terrestri, per dare una spinta acceleratrice al cambio di tecnologia di trasmissione, da analogico a digitale, che dovrebbe concludersi nel 2011, con la sola presenza di trasmissioni digitali. Il Segretario Capo di Gabinetto, Takeo Kawamura, ha affermato che la scadenza del 2011 non deve essere prorogata per nessun motivo al mondo e che si studierà ogni metodo possibile ed immaginabile per far sì che la digitalizzazione avvenga quanto più velocemente possibile.A differenza dell'Unione Europea, in Giappone non va tutelata in alcun modo la neutralità tecnologica per legge (infatti si tutela da sé, le offerte televisive via etere, cavo, satellite ed IPTV non si sprecano).
Un partito di Governo ha presentato, dunque, il piano, che prevede la spesa di oltre un triliardo di yen in aiuti, fra cui 20.000 yen (circa 155 euro) per ogni contribuente, per l'acquisto di un ricevitore digitale terrestre (non si sa però se dietro presentazione di ricevuta di pagamento di canone televisivo o meno), cifra abbastanza ampia da permettere l'acquisto di ricevitori a prezzo irrisorio; si parla, inoltre, di finanziare anche l'installazione di televisori con ricevitore digitale terrestre integrato, ulteriore contributo che dovrebbe dare il colpo di grazia alla televisione analogica, così come si vorrebbe dai palazzi governativi di Tokyo.
Insomma, più che un pacchetto d'aiuti è una vera e propria missione di guerra, il cui unico obiettivo è la sconfitta del nemico in 2 anni: saranno i giapponesi capaci di dare il colpo di grazia alla tv analogica e vedere la NHK, Tv Tokyo e compagnia bella in 2 anni o il Governo dovrà inchinarsi (e forse dimettersi a blocco) alla tv analogica, peraltro in NTSC, formato dalla qualità non propriamente ottimale?
Rocco Gullì







