«Si avvicina la data dello switch-off e si profila un nuovo rinvio. In Sardegna la Rai è pronta a garantire il segnale nelle zone
previste - spiega Carlo Rognoni, consigliere d'amministrazione in
quota Ds. Ma precisa: Finché anche l'ultimo abbonato sardo non avrà in
casa il decoder non è possibile spegnere il segnale analogico». Non spetta però alla televisione di Stato comunicare la decisione,
l'annuncio ufficiale deve arrivare dall'associazione Dgtvi, costituita
da Mediaset, Rai, Fondazione Ugo Bordoni, Telecom, Frt, D-Free e Aeranti-Corallo. La prima tappa del digitale resta fissata tra due settimane, ma Rognoni
assicura che nei prossimi giorni sarà reso noto un nuovo slittamento.
«Lunedì speriamo di avere i dati sulla penetrazione dei decoder nelle
case - spiega Rognoni - e, se come sembra, la stima è dell'80% il
rinvio diventa necessario. Anzi, indispensabile».
Rispetto alle prime date previste per l'avvio del digitale ci sono già
state modifiche, ma se per l'Italia la data è slittata di due anni (da
gennaio 2007 a gennaio 2009) nelle zone pilota di Sardegna e Valle
d'Aosta, il rinvio è stato di soli 45 giorni
«Una sproporzione netta, la soluzione più ovvia sarebbe spostare a fine
luglio tutte e due le regioni - commenta il deputato Ds - . Non c'è
nessun bisogno di accelerare i tempi. La spinta di Dgtvi è legittima e,
ci tengo a precisare, non siamo contrari, infatti abbiamo investito nel
servizio, ma non si può forzare».
Un altro punto critico, che sembra spingere verso un ulteriore rinvio, è la vicinanza tra lo switch-off e le elezioni politiche. Perché sono tante le implicazioni politiche nella vicenda dei decoder, frutto della contestata legge Gasparri, al punto da sembrare ormai più importante dell'aspetto tecnico. A due settimane dal voto sembra improbabile che anche una minima percentuale di telespettatori-elettori venga esclusa dalla campagna elettorale.
Per la Rai ci sarebbe una soluzione intermedia: il passaggio di un solo canale al digitale (nel caso, il terzo) fino allo switch-off finale. Una scelta difficile, 25 giorni prima del voto. Spetta a Dgtvi confermare lo slittamento, considerato che nei giorni scorsi il ministero delle Comunicazioni, a proposito dell'accesso al digitale per chi non opera nell'analogico, ha fatto riferimento a un'unica data per le due regioni pilota: 31 luglio. E sembra la teoria più accreditata».
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Un altro punto critico, che sembra spingere verso un ulteriore rinvio, è la vicinanza tra lo switch-off e le elezioni politiche. Perché sono tante le implicazioni politiche nella vicenda dei decoder, frutto della contestata legge Gasparri, al punto da sembrare ormai più importante dell'aspetto tecnico. A due settimane dal voto sembra improbabile che anche una minima percentuale di telespettatori-elettori venga esclusa dalla campagna elettorale.
Per la Rai ci sarebbe una soluzione intermedia: il passaggio di un solo canale al digitale (nel caso, il terzo) fino allo switch-off finale. Una scelta difficile, 25 giorni prima del voto. Spetta a Dgtvi confermare lo slittamento, considerato che nei giorni scorsi il ministero delle Comunicazioni, a proposito dell'accesso al digitale per chi non opera nell'analogico, ha fatto riferimento a un'unica data per le due regioni pilota: 31 luglio. E sembra la teoria più accreditata».
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